San-Silvestro

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Silvestro Guzzolini 

San Silvestro Guzzolini nacque a Osimo, Ancona, verso il 1177 dal nobile Gislerio. Ancora adolescente Silvestro fu inviato dal padre a Bologna e a Padova, per gli studi giuridici. Ma abbandonò tale campo di studio per applicarsi a quello della teologia. Né la biografia né i documenti coevi accennano al sacerdozio di Silvestro, mentre la tradizione posteriore è unanime nell’attribuire a Silvestro, oltre alla qualifica di “canonico”, anche quella di “sacerdote”.

Silvestro si dedicò alla preghiera e alla predicazione; in più di un’occasione riprese per il comportamento poco esemplare il vescovo di Osimo Sinibaldo che cercò ogni pretesto per privarlo del beneficio canonicale.

Neppure nella solitudine di Grottafucile Silvestro rimase a lungo sconosciuto: fra i numerosi pellegrini che gli fecero visita, alcuni religiosi cercarono di “trarlo al loro Ordine e di fargli accettare il loro abito e la loro regola”. L’eremita rifiutò tali inviti, ma da quel momento meditò sulla forma di vita religiosa da abbracciare.

Silvestro fu rivestito dell’abito monastico “da un venerando monaco di nome Pietro Magone”, priore di San Esuperanzio di Cingoli nel 1226. Decisivo fu l’incontro, a Grottafucile, con due domenicani inviati da Gregorio IX a visitare i chierici della Marca d’Ancona. Silvestro accettò l’esortazione a non vivere da solo in quel luogo solitario e iniziò ad accogliere discepoli.

Nel 1231 Silvestro fondò presso Fabriano l’eremo di Montefano, dove eresse un oratorio in onore di San Benedetto da Norcia. L’eremo fu scelto da Silvestro come casa madre del suo Ordine. Le comunità di Silvestro furono in genere di modeste proporzioni, scarsamente dotate di beni patrimoniali, spesso insufficienti al sostentamento. I monaci, per lo più non insigniti del sacerdozio, attendevano prevalentemente al lavoro dei campi e alla pratica della questua.

San Silvestro, colpito da “febbre ardente“, morì a Montefano il 26 novembre 1267.