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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Siro di Genova

San Siro di Genova, secondo gli studi più accreditati sarebbe nato nel fondo vescovile di Molliciana, oggi Molassana, nella Val Bisagno, in località Struppa, dove oggi si trova un’antica chiesa a lui intitolata.

Una tradizione dice che fu figlio di un certo Emiliano Dolcino, sposato con una buona cristiana nata a Nervi. I genitori l’avrebbero affidato al vescovo Felice perché lo educasse.

Dopo averlo ordinato diacono, il vescovo Felice lo inviò a Villa Matutia, l’odierna Sanremo. San Siro sarebbe stato inviato ad aiutare il presbitero Ormisda, lì presente con la funzione corepiscopo, cioè rappresentante del vescovo, ovvero collaboratore dello stesso. A Sanremo Siro avrebbe liberato dal demonio la figlia del questore Galliano.

A Tabia, odierna Taggia, avrebbe realizzato un esorcismo sulla figlia di un certo Gallione, ricco esattore delle imposte, il quale si sarebbe per questo convertito al Cristianesimo e avrebbe donato alla Chiesa vasti possedimenti nei pressi del torrente Argentina.

Dopo alcuni anni, Siro sarebbe stato richiamato a Genova dal vescovo Felice ed alla morte di questi sarebbe stato acclamato vescovo della città.

Racconta la leggenda che a quel tempo a Genova c’era un grosso basilisco che stava in fondo a un pozzo, appestando col suo fiato la città. San Siro dopo un triduo di preghiere e penitenza andò presso il pozzo, vi calò un secchio e ordinò al basilisco di entrarvi.

L’animale obbedì al santo che, dopo averlo tirato su dal pozzo gli ordinò di gettarsi in mare. Il basilisco obbedì e scomparve per sempre. Con questa leggenda si voleva probabilmente ricordare la lotta condotta dal santo per combattere l’eresia ariana, simboleggiata dal mostruoso animale.

Il Martirologio Romano colloca la sua morte al 29 giugno probabilmente del 381. Fu sepolto a Genova, nella Basilica dei Dodici Apostoli, che gli fu poi intitolata.