san-vigilio-di-trento

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Virgilio di Trento

San Virgilio di Trento fu colui che maggiormente operò, con successo, per la conversione al cristianesimo delle popolazioni del Trentino e dell’Alto Adige. Nato a Trento da una famiglia romana, vissuta nell’Urbe a sufficienza per acquistare i diritti della cittadinanza, fu mandato a studiare ad Atene.

Ritornato a Trento fu consacrato vescovo in età così precoce da risultare inusuale anche per quei tempi. Costruì una chiesa che dedicò ai Santi Gervasio e Protasio, ricevendo da Sant’ Ambrogio le reliquie.                                                                                               

È tuttora conservata una lettera di Ambrogio, metropolita della regione, a Virgilio, dove il vescovo di Milano invita quello di Trento a opporsi all’usura, a scoraggiare i matrimoni tra cristiani e pagani, a dare ospitalità agli stranieri, specialmente ai pellegrini.

Nelle vallate trentine e dell’Alto Adige c’erano ancora molti pagani cui Virgilio predicava di persona; Ambrogio gli mandò in aiuto tre missionari, Sisinnio, Martirio e Alessandro, che subirono il martirio nel 395.

Dopo questo fatto Virgilio inviò una breve lettera a San Simpliciano, vescovo di Milano succeduto ad Ambrogio, e una più dettagliata a San  Giovanni Crisostomo, che forse aveva conosciuto ad Atene, in cui descriveva l’accaduto.

In queste lettere diceva quanto egli invidiasse questi martiri e lamentava che la sua indegnità gli precludesse la condivisione di una simile sorte. Subì il martirio dieci anni più tardi: nel 405 stava predicando nella remota Val Rendena, quando abbatté una statua di Saturno, il dio dell’agricoltura.

I contadini infuriati, timorosi di perdere il raccolto, lo lapidarono. Trento rivendica il possesso delle sue reliquie insieme a quelle di sua madre e dei suoi fratelli, ma è probabile che siano state traslate a Milano nel xv secolo. San Virgilio è Patrono del Trentino e dell’Alto Adige.