San-Vito

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Vito Martire

San Vito fa parte dei 14 Santi Ausiliatori, molto venerati nel Medioevo, la cui intercessione veniva considerata particolarmente efficace nelle malattie o specifiche necessità. Il culto per San Vito è attestato dalla fine del V secolo, ma le notizie sulla sua vita sono poche e scarsamente attendibili.

Secondo la “Passio” del VII secolo il fanciullo siciliano Vito, rimasto orfano di madre, fu affidato alle cure della nutrice Crescenzia e dal pedagogo Modesto, che lo fecero convertire alla fede cristiana. Dopo aver operato già molti miracoli, Vito sarebbe stato fatto arrestare dal preside Valeriano su istigazione del proprio padre. Avrebbe subito torture e sarebbe stato gettato in carcere senza che però avesse rinnegato la propria fede.

Visto l’inutilità dell’arresto, Valeriano lo rimandò a casa, allora il padre tentò di farlo sedurre da alcune donne compiacenti, ma San Vito  fu incorruttibile e quando Valeriano stava per farlo arrestare di nuovo, un angelo apparve a Modesto, ordinandogli di partire su una barca con il ragazzo e la nutrice.
Durante il viaggio per mare, un’aquila portò loro acqua e cibo, finché sbarcarono alla foce del Sele sulle coste del Cilento, inoltrandosi poi in Lucania.

Continuò ad operare miracoli testimoniando la sua fede con la parola e con i prodigi

Finché non venne rintracciato dai soldati di Diocleziano, che lo condussero a Roma dall’imperatore, il quale l’aveva fatto cercare per mostrargli il figlio ammalato di epilessia.

San Vito guarì il ragazzo e come ricompensa Diocleziano ordinò di torturarlo, perché si rifiutò di sacrificare agli dei.
Venne immerso in un calderone di pece bollente, da cui ne uscì illeso; poi lo gettarono fra i leoni che invece di assalirlo, diventarono improvvisamente mansueti e gli leccarono i piedi. I torturatori non si arresero e appesero Vito, Modesto e Crescenzia ad un cavalletto, ma mentre le loro ossa venivano straziate, la terra cominciò a tremare. Lo stesso Diocleziano fuggì spaventato.

Comparvero degli angeli che li liberarono e trasportarono presso il fiume Sele allora in Lucania. Ormai sfiniti dalle torture subite, morirono il 15 giugno 303.