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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Vittorino da Pioraco

San Vittorino nacque in una famiglia nobile, alla fine del V secolo. Le poche notizie della sua vita derivano dagli Acta Sanctorum Severini et Victorini scritti tra i secoli VII-IX, con elementi leggendari. Con il fratello Severino aveva rinunciato alla vita di ricchezza: distribuirono la loro ricchezza per ritirarsi in una vita eremitica nelle grotte di Montenero, nei pressi di Septempeda.

Più tardi, Vittorino volle stare da solo e andò in una grotta sul Monte Gualdo vicino Pioraco. Per evitare la tentazione della carne, la tradizione dice che il diavolo, come una donna, ha provato a chiedere un ricovero notturno, si inflisse la penitenza di legarsi le braccia ai rami di un albero, come in preghiera. Sempre secondo la leggenda, il vescovo di Camerino lo liberò dopo tre anni di penitenza. Il papa Vigilio li nominò vescovi di due distinte sedi: Vittorino divenne vescovo di Camerino, mentre il fratello Severino divenne vescovo di quella che allora si chiamava Septempeda, in seguito chiamata San Severino Marche.

San Vittorino morì nel 538 nella sua caverna. in lode della santità. Gli abitanti di Pioraco raccolti i suoi resti, lo seppellirono nell’eremo dove aveva vissuto e lo proclamarono santo patrono della città. Nel 1711 i resti furono trasferiti nella cappella Sparapani della vecchia cattedrale di Camerino e il 1834 nella cripta della nuova cattedrale. Nel 1950, infine, sono state prese per la chiesa parrocchiale di Pioraco, dove sono oggi.