Sant-Alessandro

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Sant’Alessandro

Sant’Alessandro era un legionario romano. Poco sappiamo della sua vita, eccezion fatta che per le rocambolesche avventure che lo condussero al martirio e quindi all’assunzione in Cielo. 

Le agiografie che ci hanno tramandato notizie su Sant’Alessandro ci dicono che egli doveva essere probabilmente nato a Tebe, giacché faceva parte della cosiddetta Legione Tebea, guidata da Maurizio, che a sua volta fu proclamato santo.

Pare infatti che i soldati che facevano parte di questa legione fossero tutti cristiani; quando dall’Oriente furono richiamati in Occidente, e l’imperatore Massimiano, uno dei più feroci persecutori dei cristiani, impose loro di sacrificare agli dei, e di dare la caccia ai seguaci della nuova fede, essi si rifiutarono. 

Erano soldati valorosi: nessuno di loro vacillò quando vennero decimati, ovvero venne ucciso uno di loro ogni dieci. Le minacce furono ripetute, ma di nuovo i legionari di Cristo restarono inamovibili.

Di nuovo vennero decimati, poco alla volta, finché non furono tutti sterminati. Alcuni di loro però scamparono in modo fortuito a quella tragica sorte: tra questi vi era Sant’Alessandro, che fuggì in Italia. Qui però venne catturato, imprigionato e condotto a Milano. Sant’Alessandro ebbe l’aiuto di alcuni santi Vescovi, tra cui San Materno, che lo aiutarono a scappare.

La fuga del soldato non durò a lungo: venne imprigionato di nuovo e ricondotto a Milano

Ormai per lui sembrava non esserci scampo: fu condannato alla decapitazione, vista la sua ferma intenzione di non abiurare alla sua fede. Ma i suoi carnefici si trovarono impossibilitati ad eseguire l’ordine.

Ogni volta che alzavano la lama contro Sant’Alessandro, questi appariva loro come un’immensa montagna. Le braccia ricadevano loro lungo i fianchi e non avevano più la forza di colpire. 

L’imperatore era furibondo, quando Sant’Alessandro scappò nuovamente e si recò verso Bergamo. Lungo il tragitto, si racconta che compì la miracolosa risurrezione di un uomo dalla morte.

A Bergamo Sant’Alessandro fu accolto in casa di Crotacio e qui avrebbe potuto trascorrere il resto della sua esistenza nascosto, e al sicuro: ma lo zelo religioso era troppo acceso in lui. Colui che una volta era un soldato divenne un predicatore, e convertì con le sue parole molti di coloro che incontrava, tra i quali Fermo e Rustico, che in seguito subirono il martirio e furono santificati. 

L’attività di proselitismo di Sant’Alessandro attirò nuovamente su di lui le attenzioni di Massimiano, che lo fece catturare per l’ennesima volta. Stavolta non perse tempo a farlo ricondurre a Milano.

Lo fece decapitare sul posto, a Bergamo, il 26 agosto del 303 dopo Cristo. Nel luogo del martirio del Santo in seguito fu costruita una chiesa in suo onore, la chiesa di Sant’Alessandro in Colonna.