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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Santa Anatolia         

Il culto di Santa Anatolia risale ai secoli VI-VII, ella rifiutò, insieme ad un’alta giovane donna nobile romana Vittoria, le nozze perché consacrata a Dio. Poco dopo le due Sante compaiono effigiate nei mosaici di Santa Apollinare Nuovo in Ravenna, l’una a fianco dell’altra.

Abbiamo, infine, databile al VI o VII sec., una Passio, che fu letta da Adelmo e poi da Beda, i quali ne derivarono, il primo il carme in lode delle due Sante, il secondo gli elogi, per Anatolia al 9 luglio, per Vittoria al 23 dicembre, nel suo martirologio.

Secondo la Passio, Anatolia, giovane romane di nobile famiglia, rifiutò le nozze con un patrizio perché consacrate a Dio. L’aspirante sposo, allora, col favore imperiale, la relegò presso i suoi possedimenti di Tora. Un soldato, Audace, fu incaricato di ucciderla, rinchiudendola in una stanza con un serpente. Il rettile lasciò incolume la Santa, mentre si avventò su Audace entrato, l’indomani, nella stanza per accertarne la morte.

Ma Anatolia salvò Audace dal serpente e Audace si fece cristiano; quindi, ambedue furono uccisi di spada.

I corpi di Anatolia e di Audace verso la metà del sec. X furono ritrovati nelle campagne di Tora dall’abate sublacense Leone e trasferiti a Subiaco. In epoca imprecisata un braccio di Santa Anatolia fu trasportato nella diocesi di Camerino, in un paese che si chiamò da allora Santa Anatolia, oggi Esanatoglia, in provincia di Macerata.

I corpi dei Santa Anatolia e San Audace riposano ancora a Subiaco nella basilica di Santa Scolastica, sotto l’altare del Sacramento.