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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Santa Candida

Secondo il Martirologio Romano Santa Candida subì il martirio a Cartagine al tempo dell’imperatore Massimiliano il 20 settembre d’un anno imprecisato.

Si sa pochissimo della sua vita. Molte identificazioni con sante dello stesso nome (ne vengono conteggiate otto in tutto) sono alcune volte escluse ed altre volte considerate possibili.

Le notizie inconfutabili, comuni a tutti i Martirologi, riguardano la verginità di Santa Candida e le circostanze del suo martirio. La santa era nata e vissuta a Cartagine, capitale della romana Provincia d’Africa.

All’epoca dell’imperatore Diocleziano, l’impero era diviso tra due Augusti e due Cesari, che avrebbero poi ereditato il potere imperiale. Il sistema era noto come tetrarchia e i due imperatori avevano poteri uguali, ognuno con una propria corte.

Mentre Diocleziano era riluttante a perseguitare i cristiani, il suo co-imperatore Massimiano era decisamente ostile a questa religione. Sotto le sue insistenze, vennero emanati editti che proibivano di praticare il cristianesimo, ordinavano l’arresto del clero e la distruzione di tutte le chiese.

Anche molti altri cristiani furono arrestati. In Italia e nella Provincia d’Africa, le persecuzioni contro i cristiani furono dure e si ebbero numerosi martiri. Santa Candida era appunto tra questi.

Arrestata e deportata da Cartagine a Roma insieme ad altri cristiani, venne percossa e torturata e martirizzata. Secondo l’itinerario Notitia Ecclesiarum il corpo di Santa Candida fu sepolto nella catacomba di Priscilla; dopo il suo ritrovamento, fu traslato nella chiesa di San Maria dei Miracoli sulla via Portuense.