Santa-Geltrude-Comensoli

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Santa Geltrude Comensoli

Santa Geltrude Comensoli nacque a Bienno in Val Camonica, Brescia il 18 gennaio 1847. Lo stesso giorno della nascita i genitori la portano al fonte battesimale della chiesa parrocchiale e le diedero il nome di Caterina.

Nell’infanzia, conobbe le gioie dell’innocenza e la spensieratezza dell’età. Il Signore, però, le fece sentire il desiderio di unirsi a Lui intimamente. La piccola era sovente trasportata da un forte bisogno di raccogliersi nella preghiera e nella meditazione.

Giovinetta si fece apostola dell’Eucaristia: voleva portare Gesù Sacramentato su un’alta montagna, perché tutti lo potessero vedere e adorare. Il suo motto: “Gesù amarti e farti amare” diventa il programma della sua vita. Attratta ad una vita più perfetta, nel 1862 lasciò la famiglia ed entrò nell’Istituto delle Figlie di Carità.   

Il 15 dicembre 1884, vestì l’abito religioso e prese il nome di Suor Geltrude del Santissimo Sacramento.     

Dopo una bufera delle avversità, Santa Geltrude Comensoli, si rifugiò a Lodi. Il Vescovo accolse paternamente quelle figlie e, con gesto magnanimo, procurò loro in Lavagna di Comazzo una casa che diventa provvisoriamente la Casa Madre dell’Istituto. L’opera di Dio fu finalmente compiuta!

La Fondatrice dette ormai tutte le garanzie di continuità per l’adorazione pubblica perpetua a Gesù Sacramentato. Trasfuse nelle Suore il suo prezioso patrimonio spirituale, che fu spirito di preghiera, di sacrificio, di umiltà, di carità, soprattutto verso i poveri.   

Morì il 18 febbraio 1903. La notizia in breve tempo si sparse a quanti la conoscevano, specie la gente umile e povera da lei prediletta, unanimemente la dichiararono Santa. Il 9 agosto 1926 la salma venerata fu trasportata dal cimitero di Bergamo alla Casa Madre dell’Istituto da lei fondato. Dove tuttora giace in apposita cappella.

Nello stesso anno, sotto il Pontificato di Pio XII, si apre il Processo Apostolico.