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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Santa Irene

Santa Irene era la più giovane di tre sorelle; le altre due erano Agape e Chionia. Vivevano ad Aquileia ed erano figlie di genitori pagani. Ricche e di nobili origini, furono sempre additate come modello di santità da parte degli altri fedeli. Nel febbraio del 303 l’imperatore, con il primo editto di Nicomedia, ordinò la distruzione di tutti i libri sacri.

Le tre sorelle non tradirono la loro fede: abbandonarono la loro casa e le loro famiglie e si rifugiarono in montagna, dove trascorsero un breve periodo pregando e soffrendo. Dopo, quando il pericolo sembrava scampato, ritornarono in città.

Non sono chiare le motivazioni che spinsero le sante a trasferirsi a Tessalonica e le circostanze entro le quali furono catturate.  In questa città, in cui si contavano migliaia di fedeli, avrebbero trovato un rifugio migliore, mischiandosi tra la folla dei Cristiani. Irene, Agape e Chionia furono però scoperte e rinchiuse in carcere.

L’accusa era di non aver rispettato l’editto che ordinava a tutti i cittadini di cibarsi delle carni che erano state offerte in sacrificio agli dei.

Gli accusati furono spinti a compiere il loro atto di devozione verso gli dei e invitati dal presidente a mangiare le carni delle bestie immolate, ma essi persistettero nel rifiuto.  Dulcezio li condannò al rogo, ma “a causa della giovane età”, prese tempo chiudendo in carcere Irene.

Irene, nonostante avesse assistito alla condanna delle sue sorelle, fu risoluta. La pena, a quel punto, fu ancora più dura: Irene fu bruciata viva il 1 aprile del 304.