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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Santa Narcisa

Santa Narcisa di Gesù nacque a Nobol in Ecuador, da una coppia di contadini, Pedro Martillo Mosquera e Josefina Moràn, che morirono entrambi quando era ancora piccola.

Si trasferì a Guayaquil, una grossa città costiera, dove trascorse più di quindici anni, guadagnandosi da vivere facendo l’operaia e dedicando la vita alla preghiera e all’assistenza dei vicini. All’inizio del 1868 si trasferì a Lima, capitale del Perù, alloggiando nell’ostello dei Fratelli Laici di S. Domenica.   

Pensava che la via verso la santità passasse attraverso la consapevolezza delle sofferenze della croce e cercò di crocifiggersi con la povertà e l’umiltà. Dedicava otto ore al giorno alla preghiera, in silenzio e solitudine. Spesso trascorreva quattro ore di notte facendo penitenza, portando una corona di spine e appendendosi a una croce.

Offriva le sue penitenze a Dio, come sacrificio per la salvezza del genere umano, senza cercare riconoscimenti o uffici pubblici. Teneva la sua vita spirituale nascosta agli altri, anche se qualcuno dichiarò di essere stato testimone del suo stato d’estasi in varie occasioni. 

Morì all’età di trentasette anni, l’8 dicembre 1869; il corpo è stato trasferito a Guayaquil nel 1955, e successivamente nel suo luogo di nascita. È stata beatificata da papa Giovanni Paolo II il 25 ottobre 1993. Il papa ha messo in luce la sua intima unione con Dio e, dato che si era trasferita da una città all’altra, la portò come modello alle numerose donne contadine dell’America latina costrette a fare altrettanto in cerca di lavoro e sostentamento, anche se le loro vite potrebbero essere già considerate come una crocifissione. A livello locale si celebra la sua festa il 30 agosto.       

Il 12 ottobre 2008 è stata santificata da Benedetto XVI.