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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Santa Restituta d’Africa

Santa Restituta, vergine e martire africana, secondo alcune fonti era originaria di Cartagine, secondo altre di Tenizia, l’attuale Biserta in Tunisia, sulla costa prospiciente lo stretto di Sicilia. Formatasi alla scuola di San Cipriano, vescovo di Cartagine, fece parte del gruppo dei martiri Abitinesi, descritto nella “Passio SS. Dativi, Saturnini et aliorum”, redatta da Pio Franchi Dei Cavalieri.

Durante la decima persecuzione dell’Imperatore Diocleziano nel 304, un folto numero di cristiani, continuarono a radunarsi nella città di Abitina in casa di Ottavio Felice. Li celebravano il rito eucaristico, detto “dominicum”, sotto la guida del presbitero Saturnino.

Una cinquantina di loro venne sorpresa dai soldati romani: furono arrestati, interrogati e quindi trascinati in catene a Cartagine. Il 12 febbraio del 304 subirono l’interrogatorio alla presenza del proconsole Anulino. Riconfermata la loro fede nonostante le torture, vennero condannati a morte: fra loro c’era anche Santa Restituta. Mancano dati storici precisi sul luogo e il tempo del suo martirio. Nei vari luoghi dove trovarono rifugio gli esuli cartaginesi, ebbe origine la devozione alla martire africana.

Tra i luoghi legati al culto della Santa, ricordiamo Napoli, Lacco Ameno nell’isola d’Ischia, Palermo, Cagliari, Oristano, Calenzana in Corsica e Oricola, in provincia dell’Aquila.

A Napoli è intitolata alla Santa una Basilica, originariamente eretta dall’imperatore Costantino. Ma la festa di Santa Restituta si celebra con maggiore solennità nell’isola d’Ischia, di cui è compatrona, in particolare a Lacco Ameno, di cui è patrona, dove il suo nome viene ricordato il 17 di maggio con undici giorni di festeggiamenti, dal’ 8 al 18, che culminano con la processione del giorno 18 maggio.