San-Mauro

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa San Mauro

San Mauro era ancora un ragazzo quando venne offerto dal padre a San Benedetto, che a Subiaco aveva iniziato l’organizzazione della sua vita monastica. Un altro patrizio, Tertullo, offrì a sua volta il figlioletto Placido. I due giovani furono fin da principio carissimi a San Benedetto per la loro bontà. Mauro, il maggiore dei due per età, diventò ben presto il suo fidato collaboratore.

Per le sue preghiere meritò di vedere il diavolo che, nell’ora della preghiera, tirava per la tonaca un monaco e lo induceva a girovagare fuori di chiesa. Ma l’episodio che lo rese celebre nella storia dell’ascetica cristiana e religiosa è quello della sua miracolosa obbedienza. San Benedetto vide un giorno che Placido, uscito ad attingere acqua nel lago, sporgendosi incautamente troppo, era stato travolto dalle onde e stava per annegare.

L’abate allora chiamò Mauro e gli comandò di correre ad aiutare il ragazzino. Questi andò immediatamente e, preoccupato soltanto di obbedire, procedette oltre la riva, acciuffò Placido per i capelli e lo ricondusse a terra sano e salvo. Solo allora si rese conto di aver camminato prodigiosamente sulle acque senza sprofondarvi. Tutto ciò lo sappiamo con certezza dai Dialoghi di san Gregorio Magno.

Quanto di Mauro si è narrato in seguito, fino ai tempi nostri, deriva da una biografia apocrifa, scritta dall’abate Odone di Glanfeuil nel 863 e presentata come ammodernamento dell’opera di un certo Fausto, discepolo anche lui di San Benedetto a Montecassino che insieme a San Mauro avrebbe portato in Francia la regola benedettina.

San Mauro, verso i 70 anni, rinunziò al pastorale d’Abate per prepararsi santamente alla morte, che lo colse improvvisa, ma non di sorpresa, il 15 gennaio del 584.