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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa Santa Cesira di Arles

Santa Cesira nacque nei dintorni di Chalon sur Saone intorno al 465, visse per un certo tempo in un chiostro di Marsiglia. Il fratello San Cesareo, vescovo di Arles nel 502, pensò a lei come alla futura superiora della comunità monastica femminile che intendeva introdurre nella sua città. La regola da lui dettata prevedeva che le giornate delle monache fossero divise in momenti di studio, preghiera e lavoro manuale.

Le monache si guadagnavano da vivere tessendo, cucendo e trascrivendo libri. La comunità, composta da circa duecento consorelle, si occupava anche dei poveri, lavando e riparando i loro vestiti. Le monache vivevano in clausura permanente, non potevano mangiare carne, a meno che non fossero malate, e durante la Quaresima non potevano fare il bagno.

Il primo monastero di religiose, però, costruito nei pressi di Arles, non ancora ultimato, fu distrutto nella guerra tra Franchi e Burgundi (508). Cesario non si perse di coraggio e, terminate le lotte, fece costruire un secondo edificio nella stessa località del primo: dedicato a San Giovanni.

Il monastero fu inaugurato il 26 agosto 512 e la sua direzione venne affidata a Cesira, chiamata da Marsiglia.

Cesira ebbe molte discepole e governò la comunità per oltre dieci anni. Morì poco tempo dopo la dedicazione della Basilica di Santa Maria, forse nel 525. Fu sepolta presso il sarcofago che il fratello si era riservato.
Onorata come santa già ai tempi di Venanzio Fortunato, che ne associa il nome a quello di Agnese. Santa Cesira è ricordata nel Martirologio Romano al 12 gennaio.