San-Guido-di-Anderlecht

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Guido di Anderlecht

San Guido di Anderlecht nacque nelle campagne fuori Bruxelles, probabilmente nella seconda metà del x secolo, ma i genitori erano così poveri che non poterono permettersi di mandarlo a scuola. Anche se, data la loro salda fede cristiana, si assicurarono che fosse pienamente istruito nella verità e nel culto religioso.

I racconti che riguardano San Guido sono basati su fonti tarde e non attendibili, arricchite con dettagli ritenuti edificanti, ma incredibili. 
Guido era molto ricettivo, e considerò molto seriamente l’osservazione di Sant’ Agostino che piangere per la perdita delle comodità personali è altrettanto pericoloso che riceverle tutte insieme qui sulla terra.

Pregava costantemente per la grazia di amare la povertà in cui si viveva, ed era sempre generoso con quel poco che possedeva.       

Quando fu adulto, visse un’esistenza peregrina per un breve periodo, finché giunse alla chiesa di Santa Maria a Laeken, vicino a Bruxelles, dove il parroco, colpito da quell’uomo semplice ma volitivo e devoto, lo assunse come sacrestano.

Il lavoro era adattissimo al carattere e alle capacità di Guido, e tutto sarebbe restato invariato, se non avesse incontrato un mercante che proveniva da Bruxelles, che lo invitò a investire i suoi pochi risparmi in un affare.

Essendo un uomo molto semplice, Guido accettò, pensando di ricavare più denaro per aiutare i poveri. Lasciò il lavoro per mettersi in società con quell’uomo, ma quando la nave con il loro carico affondò, uscendo dal porto, rimase senza impiego, né denaro.

Per riparare a ciò che considerava un errore, nell’aver lasciato un impiego umile, ma buono, per imbarcarsi negli affari del mondo, fece un pellegrinaggio, a piedi, prima a Roma e poi a Gerusalemme, viaggio che durò sette anni.

Al suo ritorno in Belgio, si recò ad Anderlecht, dove morì di malattia ed esaurimento. Fu seppellito nel cimitero dei canonici di Anderlecht, che trasferirono i resti in una cappella; una volta si raccontò che avvenivano miracoli sulla sua tomba. È sempre stato popolare presso i saerestani, e chi lavora con i cavalli o nei campi.