San-Teofilo-di-Antiochia

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Teofilo di Antiochia

San Teofilo nacque in una regione dell’oriente, vicina al Tigri e all’Eufrate. Scarse sono le notizie biografiche che lo riguardano, desumibili dal suo testo Apologia ad Autolico.

Era pagano di natali e ricevette un’educazione di stampo ellenistico; si convertì al cristianesimo leggendo e meditando i testi sacri. Delle sue esperienze di convertito e della sua conoscenza della cultura profana, si servì abilmente nella polemica contro i miscredenti e i filosofi ellenizzanti.

Venne eletto Vescovo di Antiochia nel 169. Le cure apostoliche di una delle comunità più numerose d’oriente ma anche tra le più vacillanti del primo cristianesimo, non distolsero San Teofilo dagli studi né dall’attività intellettuale.

Fu, infatti, prolifico scrittore: compose opere polemiche contro gli eretici. Secondo quanto ricorda Eusebio di Cesarea, Teofilo scrisse anche un’opera contro i Manichei e il loro capo Marcione, testi di catechesi, commentari delle Scritture e brani storici, in cui contestava i miti pagani.

Nell’Apologia ad Autolico utilizzò, primo fra tutti gli scrittori paleocristiani, il termine Trias-Trinità. Il suo pensiero ebbe però poca fortuna, anche a causa del diffondersi dell’arianesimo, che spinse i filosofi cristiani dell’epoca ad abolire la distinzione operata da Teofilo.

Altro concetto espresso dal vescovo di Antiochia fu quello dell’immortalità dell’anima, teoria che riprese da Filone di Alessandria. Dio non avrebbe creato l’anima immortale; l’uomo sarebbe in una condizione intermedia tra il bene e il male e può scegliere grazie al libero arbitrio: l’immortalità, quindi, è un premio concesso da Dio ai buoni, a coloro che hanno fede e si distaccano dalle cose del mondo.

San Teofilo morì ad Antiochia intorno al 185.