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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Santa Edvige

Santa Edvige nacque nel 1174 nell’Alta Baviera, i genitori la fecero studiare alla scuola delle monache benedettine di Kitzingen, presso Würzburg. E a 16 anni, infatti, Edvige sposa a Breslavia (attuale Wroclaw, in Polonia) il giovane Enrico I, detto il Barbuto, erede del ducato della Bassa Slesia.

Quattro anni dopo, Enrico succede al padre Boleslao e così lei diventa duchessa. Edvige mette al mondo sei figli: Boleslao, Corrado, Enrico detto il Pio, Agnese, Sofia e Gertrude.

Si rivela buona collaboratrice del marito nel difficile governo del ducato. Guadagna la simpatia dei sudditi polacchi imparando la loro lingua, promuove l’assistenza ai poveri.

Lei vive la povertà in prima persona, giorno per giorno, con le regole severe che si impone, eliminando dalla sua vita tutto quello che può distinguerla da una donna di condizione modesta. A cominciare dall’abbigliamento. I biografi parlano degli abiti usati che indossa, delle calzature logore, delle cinture simili a quelle dei carrettieri.

È poco fortunata con i figli, che non avranno rapporti affettuosi con lei, e che moriranno quasi tutti ancora giovani, tranne Gertrude. Suo marito, Enrico il Barbuto, muore nel 1238, e gli succede il figlio Enrico il Pio, che già nel 1241 viene ucciso in combattimento.

Disgrazie in serie, dunque. Ma i biografi dicono che lei le affronta ogni volta senza lacrime. Forse perché è tedesca. E fors’anche perché è molto legata all’ambiente monastico del tempo, con tutto il suo rigore.

Entra infine nel monastero cistercense di Trebnitz (l’attuale Trzebnica) fondato da lei nel 1202. E qui vive da monaca. Anzi, da monaca superpenitente. Muore anche da monaca, chiedendo di essere sepolta nella tomba comune del monastero.