sant-ottavio

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di Sant’Ottavio

Non ci sono molti documenti sulla vita di Sant’Ottavio, ma tra le prime testimonianze che si hanno di lui c’è quella del primo vescovo di Torino, San Massimo, che nel lontano IV secolo, in un sermone, fa riferimento appunto a questo Santo citato assieme ai Santi Solutore e Avventore.

Purtroppo San Massimo non ci dice molto, o comunque non lo colloca in un preciso arco temporale rendendoci difficile la ricostruzione della vita e degli episodi che riguardano Sant’Ottavio.

Alcuni sostengono che Sant’Ottavio fosse torinese anch’esso e che appartenesse alla Legione Tebea ossia la legione romana brutalmente decimata per ordine dell’imperatore Massimiano, dal momento che i suoi oltre 6000 componenti si rifiutarono di giustiziare alcuni cristiani del Vallese.

L’eccidio avvenne in Svizzera, ma non tutti furono trucidati: pare che alcuni soldati fossero riusciti a scampare allo sterminio e da lì ebbe inizio la loro lunga e importante opera di evangelizzazione che li portò oltre le Alpi fino a Torino. 

E’ così che si spiegherebbe la presenza del santo in quelle zone. Pare però, ad attestarlo sono le stesse fonti che non hanno però una comprovata veridicità storica, che Sant’Ottavio sia stato raggiunto nei pressi della Dora Riparia da un manipolo di soldati fedeli all’imperatore Massimiano e da essi orribilmente trucidato. 

La vicenda di Sant’Ottavio è sempre legata strettamente a quella di Avventore e Solutore, come si diceva. Ed è infatti ai tre protomartiri che il Martiriologio dedica la giornata del 20 novembre, nella ricorrenza della loro morte avvenuta prematuramente e tragicamente.

Particolarmente legata alle vicende dei tre santi è anche l’Archidiocesi di Torino: alcuni antichi codici del capoluogo piemontese raffigurano infatti i tre Santi Martiri recanti tutte le insegne e i vessilli dei martiri tebei a mo’ di protettori della città.