San-Sidonio-Apollinare

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Sidonio Apollinare

San Sidonio Apollinare nacque a Lugdunum in Gallia, moderna Lione, Francia, in una nobile famiglia gallo-romana di rango senatoriale. I suoi avi avevano raggiunto le più alte cariche. Suo nonno era il Prefetto del pretorio delle Gallie Apollinare; suo padre, il cui nome è ignoto, fu a sua volta Prefetto del pretorio delle Gallie tra il 448 e il 449.

Nel 452 circa sposò Papianilla, figlia di quell’Avito che fu console (456) e imperatore d’Occidente (455-456). I due ebbero diversi figli, tra cui un maschio, Apollinare e tre femmine, Severiana, Roscia e Alcima. Era cognato di Agricola ed Ecdicio, probabilmente cugino per parte di madre del senatore gallico Avito.

Studiò sotto la guida di Eusebio, probabilmente a Lugdunum o ad Arelate, seguendo le lezioni del monaco Claudiano Mamerto e di Hoenius. Studiò anche il greco. 

Nel 449 assistette assieme al padre alla declamazione, da parte di Nicezio, di un panegirico in onore del console Astirio; il 1º gennaio 456 fu Sidonio stesso a declamare un panegirico in onore del suocero e imperatore Avito, ricevendo poi una statua nel Foro di Traiano.

Nel 457 Avito morì e gli succedette al trono Maggioriano, coinvolto nella deposizione del predecessore; le popolazioni della Gallia non riconobbero il nuovo imperatore, il quale marciò contro di esse. Sidonio si schierò contro Maggioriano; si trovava a Lugdunum quando la città fu catturata dall’esercito imperiale e fu preso prigioniero, ma poi liberato.

Nel 467 si recò a Roma per portare una petizione a nome delle sue genti all’imperatore, Antemio; il suo contatto presso la corte, Flavio Cecina Decio Basilio, gli consigliò di comporre un panegirico in occasione dell’assunzione da parte di Antemio del secondo consolato; il panegirico e l’influenza di Cecina Basilio fecero sì che Apollinare venisse nominato caput senatus e praefectus urbi.

Tra i suoi compiti vi fu quello di garantire le forniture di grano all’Urbe. Fu probabilmente nel 468 che fu nominato patricius. Si dimise da prefetto nel tardo 468 o all’inizio del 469, per evitare di dover presiedere il processo contro Arvando, suo amico.

Nello stesso anno venne scelto come successore di Eparchio al soglio vescovile di Alvernia, più per i suoi influenti referenti politici e per i suoi sforzi di tenere unita la provincia gallica all’impero che per le sue virtù teologali. Il vescovato di Alvernia aveva fornito diversi santi alla Chiesa, tra cui un recente predecessore di Apollinare, San Namazio, fondatore della cattedrale.

Apollinare fu attivo nella difesa armata della provincia contro i Visigoti, che conquistarono Clermont nel 474: San Sidonio venne imprigionato, ma poi venne liberato per volere di re Eurico, rimanendo vescovo fino alla sua morte.