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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Caio

San Caio, Dalmata di Salona, fu eletto al Pontificato nel 283, dopo la morte di San Eutichiano. Si vuole che fosse imparentato coll’imperatore Diocleziano: era fratello di Santa Sabina Martire e zio di Santa Susanna, essa pure martire. 

Fu il primo Pontefice del quale si dice che abbia accettato l’adorazione, perché, eletto, riunì l’assemblea dei fedeli, che poi ammise al bacio del piede.

I dodici anni di questo Pontificato, per quanto pieni di oscurità, lasciano capire da certi segni che furono gloriosi. Secondo San Optato, al tempo di Caio, Roma, contava più di 40 chiese e, quando scoppiò la persecuzione di Diocleziano, le prime misure di violenza furono scagliate contro di esse.

Il Santo Pontefice stabilì che nessuno potesse arrivare all’episcopato senza passare per tutti i sette diversi gradi degli Ordini Sacri. Di più comandò che nessun eretico o pagano potesse accusare un cristiano e che nessun chierico potesse essere chiamate in giudizio da un secolare.

La pace che godeva allora la Chiesa fu turbata da una persecuzione che durò due anni. Il Santo Pontefice non si ristette dall’incoraggiare i Confessori ed i Martiri.

Si tenne nascosto durante questo infortunio, non già perché avesse timore della morte, ma per poter soccorrere più facilmente il suo gregge. Mori martire il 21 aprile 296, essendo stato pontefice 12 anni, 4 mesi e 7 giorni: fu seppellito il giorno seguente, nel quale è nominato nel calendario di Liberio.

La casa di Caio, trasformata in santuario, diventò il titolo cardinalizio: “titulus Cai”. Era in via XX Settembre, presso il convento dei Carmelitani. Il principe Barberini, che ne era il patrono, trasportò allora nella cappella privata del suo palazzo le ossa di questo Santo Pontefice col marmo sepolcrale che gli aveva dedicato un altro Barberini, Urbano VIII.