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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Lino

San Lino fu scelto da San Pietro quale suo successore come vescovo di Roma, dove esercitò il suo ministero per undici anni o dodici anni a seconda delle fonti. Su di lui non sia hanno grandi informazioni.

Toscano d’origine, nato a Volterra, sono ignoti gli anni di nascita e di morte, la gioventù e gli studi. Uno dei Padri della Chiesa, Ireneo di Lione, dice che Pietro e Paolo affidarono a Lino responsabilità importanti.

Sappiamo però che Lino vive tempi terribili con i cristiani di Roma. Nell’estate del ’64 un incendio distrugge i tre quarti dell’Urbe, e se ne incolpa l’imperatore Nerone.

Forse è una calunnia dei suoi molti nemici: ma lui reagisce col diversivo della persecuzione generale contro i cristiani. Lo stesso San Pietro muore in questa persecuzione, forse nel ’67, e gli succede Lino in tempo di delitto e di tragedia.

San Lino è chiamato in questi suoi anni di pontificato a rianimare i fedeli, a orientarli nella confusione dottrinaria provocata dall’opera di gruppi settari. E’ lui quello che deve tenere unita la Chiesa sotto l’uragano.

Comincia a delinearne la forma organizzata, la “struttura”: sappiamo per esempio che ha nominato vescovi e preti, e ha dato regole alla pratica comune della fede.

Si attribuisce a lui l’obbligo per le donne di partecipare alla celebrazione eucaristica col capo coperto. Sarà anche venerato come martire, a causa delle sofferenze durante la persecuzione neroniana; ma non è certo che sia stato ucciso, perché nel tempo della sua morte la Chiesa viveva in pace sotto il governo di Vespasiano.