San-Zaccaria

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Zaccaria

San Zaccaria occupa l’undicesimo posto trai profeti minori dell’Antico Testamento. Incerto è il tempo della sua attività. Contemporaneo di Aggeo e sacerdote come Ezechiele, tra il 520 e il 518 a.C. si impegna a sostenere con la parola di Dio i reduci di Gerusalemme dopo l’esilio di Babilonia.

Nei quattordici capitoli del libro, il profeta cerca di rianimare gli sfiduciati, facendo balenare davanti ai loro occhi gli splendori dell’età messianica: la novità del messaggio consiste nel presentare il Messia come un re mite e pacifico, che colma l’attesa dei poveri del Signore, ma che sarà tolto di mezzo con la violenza.

La prima parte, chiamata anche “proto – Zaccaria”, è una sequenza di visioni datate in cui si alternano immagini e simboli di non facile lettura, ma di notevole impatto emotivo, che si concludono con un’azione simbolica della futura incoronazione del sommo sacerdote.

Particolarmente interessante la seconda parte, “deutero – Zaccaria”, dedicata al tempo messianico e divisa in due sezioni aperte dall’espressione “Parola del Signore”, che riguarda la punizione delle nazioni e la costituzione del regno messianico.

Vi si dice che Dio renderà potente il suo gregge, affidandolo al profeta, figura del Messia; le nazioni invaderanno Israele, ma Israele trionferà; vi sarà un “salvatore trafitto” e grande pianto, ma seguirà il Regno di Dio, spariranno gli idoli e i falsi profeti, il popolo sarà purificato.

Seguirà una battaglia finale, dopo la quale “il Signore sarà re sopra tutta la Terra” e tutte le nazioni che si sono mosse contro Israele a Gerusalemme verranno ad adorare il Signore degli eserciti.