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La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Donato di Arezzo

San Donato nacque probabilmente ad Arezzo ma, secondo alcune fonti, potrebbe essere stato originario di Nicomedia o di Roma. Divenne prete mentre vescovo di Arezzo era Satiro. La sua opera di evangelizzazione fu molto proficua. Consacrato vescovo, succedette a Satiro nella guida della Chiesa aretina e continuò nella sua opera pastorale, coadiuvato dal diacono Antimo.

Il Vescovo Donato fu davvero un dono del Cielo, perché la sua opera apostolica riuscì a trarre finalmente la città dalla superstizione pagana e condurla alla fede di Cristo. Le leggende ricordano molti miracoli compiuti da San Donato per il trionfo della fede e a gloria del nome del Signore. Fra questi il più noto è quello del calice, riferito da San Gregorio Magno.

Mentre il Vescovo distribuiva la Comunione ai fedeli, alcuni pagani, entrati in chiesa per spregio, con uno spintone lo fecero cadere dai gradini dell’altare, così che un prezioso calice sacro che aveva in mano, andò in pezzi. Grande fu la costernazione dei cristiani di Arezzo, ma le preghiere del Vescovo Donato fecero sì che il calice infranto tornò a ricomporsi, e il miracolo confuse ed umiliò nella loro ridicola vendetta gli idolatri della città, molti dei quali si convertirono.

Pare, ma non è certo, che al tempo di Giuliano, l’Imperatore Apostata, i pagani si prendessero sul Santo Vescovo una sanguinosa rivincita, mandandolo a morte, nel 362, insieme con l’eremita Ilarione. Essi avrebbero così aggiunto alle sue molte glorie anche quella della corona di Martire.