San-Clodoaldo

La Chiesa solennizza in questo giorno la festa di San Clodoaldo

San Clodoaldo durante l’infanzia e la giovinezza fu una delle vittime della brutalità della politica merovingia. Quando suo nonno, il re franco Clodoveo, morì nel 511, il regno fu diviso tra i quattro figli, Teodorico, Clodomiro, Childeberto I e Clotario I. Clodomiro, che aveva già assassinato il re di Borgogna, San Sigismondo, mori combattendo contro suo cugino, il nuovo re di Borgogna, Gondomaro, e lasciò tre figli, di cui Clodoaldo era il più giovane, come eredi del suo regno.

I tre ragazzi furono cresciuti a Parigi con gran cura e affetto da parte della nonna, la moglie di Clodoveo, Santa Clotilde, mentre il regno era amministrato dallo zio Childeberto. Quando Clodoaldo compì otto anni, Childeberto e il fratello Clotario cominciarono a complottare per eliminare i ragazzi e spartirsi i loro territori.

Uno dei paggi di Childeberto fu inviato presso Clotilde per chiederle di decidere tra la morte dei ragazzi, o la tonsura e la clausura forzata in un monastero, ma distorse a tal punto la risposta di Clotilde, che quest’ultima fu costretta a presentarsi per scegliere il tipo di esecuzione. Clotario immediatamente pugnalò Teodaldo, il maggiore.   

Il secondo fratello, Gunther, scappò terrorizzato da Childeberto, che, addolorato per l’assassinio di Teodaldo, tentò di proteggerlo, ma Clotario catturò il ragazzo e lo uccise. San Clodoaldo riuscì a scappare in qualche modo, e fu portato in salvo da amici. Ben consapevole di questi aspetti del mondo della politica e del potere, quando raggiunse l’età giusta per reclamare il suo regno, secondo il racconto di Gregorio di Tours, pronunciò invece i voti, e forse diventò sacerdote.

Un’altra versione afferma che si recò in eremitaggio vicino a Parigi, dove visse seguendo l’esempio e i consigli di un altro eremita, San Severino, ma, come suggerisce una Vita successiva, la presenza di Severino in Provenza è improbabile.

Alla fine si trasferì in un altro eremo vicino a Nogent-sur-Seine, a sud ovest di Parigi, dove tramandò la fede al popolo locale. Morì, probabilmente nel 560, all’età di circa trentasei anni. Grazie a un gioco di parole sul suo nome in francese, è venerato come il santo patrono di tutti i fabbricatori di chiodi.