Campi Flegrei, Criscuolo lancia lo “Scudo Flegreo”: «Serve un piano nazionale straordinario come per il MOSE a Venezia»

Il coordinatore regionale campano di Italia Domani Marco Rizzo chiede interventi strutturali contro il rischio sismico, fondi certi e un cronoprogramma pubblico per la messa in sicurezza del territorio.POZZUOLI – Un piano nazionale straordinario per la sicurezza dei Campi Flegrei, capace di andare oltre gli annunci e tradursi in interventi concreti per la tutela dei cittadini, degli edifici e delle infrastrutture. È questa la proposta avanzata da Antonio Criscuolo, coordinatore regionale in Campania di Italia Domani Marco Rizzo, che lancia il progetto denominato “Scudo Flegreo”, chiedendo un impegno diretto e coordinato da parte del Governo, della Regione Campania e delle amministrazioni locali.

Al centro dell’iniziativa c’è la necessità di affrontare in maniera strutturale le conseguenze del bradisismo e la vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio dell’area flegrea, attraverso investimenti programmati, controlli tecnici e misure di prevenzione a lungo termine.

Il riferimento scelto da Criscuolo è quello del MOSE di Venezia, il sistema realizzato per proteggere la città lagunare dall’acqua alta. Un paragone che, nelle intenzioni del coordinatore regionale, riguarda soprattutto la capacità dello Stato di mobilitare risorse straordinarie per affrontare un’emergenza territoriale complessa.

«Come per Venezia è stato realizzato il MOSE per affrontare il problema dell’acqua alta, per Pozzuoli e i Campi Flegrei serve una strategia nazionale straordinaria, costruita sulle specificità del rischio sismico legato al bradisismo», dichiara Criscuolo, precisando che l’obiettivo non è replicare un’infrastruttura pensata per un fenomeno differente, ma assicurare ai Campi Flegrei la stessa attenzione istituzionale e capacità di programmazione.

Lo “Scudo Flegreo” punta innanzitutto sulla prevenzione. Tra le misure indicate figurano verifiche tecniche approfondite sugli edifici, contributi economici per gli interventi di adeguamento e messa in sicurezza, lavori sulle infrastrutture strategiche e una particolare attenzione alle scuole e alle strutture sanitarie.

La proposta comprende anche strumenti di sostegno alle famiglie in difficoltà e soluzioni abitative per i cittadini che, a causa delle condizioni di sicurezza degli immobili, dovessero essere costretti ad abbandonare temporaneamente o definitivamente la propria abitazione.

Un altro punto centrale riguarda la gestione delle risorse pubbliche. Italia Domani Marco Rizzo chiede infatti che ogni intervento sia accompagnato da un cronoprogramma accessibile ai cittadini, responsabilità istituzionali chiaramente individuate e una rendicontazione trasparente dei finanziamenti, distinguendo tra somme stanziate, effettivamente assegnate e utilizzate.

La questione della sicurezza dei Campi Flegrei, secondo Criscuolo, deve inoltre superare le divisioni politiche. Da qui l’appello rivolto sia al centrodestra sia al centrosinistra affinché la prevenzione del rischio diventi una priorità condivisa, senza contrapposizioni che possano rallentare gli interventi necessari.

Il messaggio è quello di passare dalla gestione dell’emergenza a una strategia stabile di protezione del territorio, intervenendo sulle fragilità strutturali prima che eventuali nuovi eventi sismici possano produrre conseguenze più gravi.

«Il monitoraggio del bradisismo è indispensabile, ma non basta. Occorre ridurre la vulnerabilità degli edifici e proteggere cittadini, abitazioni e servizi essenziali. Pozzuoli non può aspettare: servono risorse, interventi e tempi verificabili», conclude Criscuolo.

Con il progetto “Scudo Flegreo”, Italia Domani Marco Rizzo porta dunque al centro del dibattito politico la richiesta di un impegno nazionale di lungo periodo, con l’obiettivo di trasformare la sicurezza dell’area flegrea da questione emergenziale a priorità strutturale dell’agenda istituzionale.