Napoli, ormeggi abusivi a Mergellina: nell’inchiesta spunta il nome del figlio di Rita De Crescenzo
Operazione della Guardia Costiera su disposizione dell’autorità giudiziaria. Nel mirino della Procura un presunto sistema di ormeggio e noleggio senza autorizzazioni.
La Voce di Partenope | Cronaca giudiziaria | 12 ottobre 2026
NAPOLI – Nuovi sviluppi sul fronte dei controlli agli ormeggi nel golfo di Napoli. Un’operazione condotta dalla Guardia Costiera ha portato al sequestro di sei unità navali e alla notifica di quattro informazioni di garanzia nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.
L’intervento, eseguito il 9 ottobre, ha interessato lo specchio d’acqua compreso tra Mergellina e Borgo Marinari, dove gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un’attività di ormeggio e noleggio di imbarcazioni esercitata senza le necessarie autorizzazioni.Le indagini della Procura
Secondo la ricostruzione investigativa, alcune imbarcazioni sarebbero state utilizzate per attività commerciali attraverso un’organizzazione che avrebbe gestito stabilmente gli ormeggi e le operazioni di imbarco dei clienti.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha disposto il sequestro preventivo dei mezzi coinvolti.
Le contestazioni riguardano l’occupazione abusiva del demanio marittimo e l’inosservanza delle disposizioni sulla sicurezza della navigazione.
I rischi per la sicurezza in mare
Uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta riguarda la presenza delle imbarcazioni anche durante le ore notturne.
Secondo gli inquirenti, alcuni natanti sarebbero rimasti ormeggiati senza gli adeguati segnalamenti luminosi, creando potenziali pericoli per le altre imbarcazioni in transito e ostacolando le manovre dei servizi marittimi.
Il caso degli ormeggi a Mergellina
La gestione degli ormeggi nella zona di Mergellina è da tempo al centro dell’attenzione pubblica, anche per le controversie relative alle concessioni demaniali e alle attività commerciali legate alla nautica.
In passato la vicenda ha coinvolto nel dibattito pubblico anche la nota influencer napoletana Rita De Crescenzo e alcuni suoi familiari, attivi nel settore degli ormeggi.
Al momento, le fonti consultate sull’operazione del 9 ottobre confermano quattro indagati, ma non permettono di attribuire con certezza a uno di essi l’identità del figlio dell’influencer.
Indagini in corso
L’inchiesta dovrà chiarire le responsabilità individuali e verificare le ipotesi formulate dagli investigatori.
Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
La Voce di Partenope continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda, con particolare attenzione alla legalità e alla sicurezza delle attività marittime sul territorio napoletano.
