Morte del piccolo Domenico, chat choc tra i medici del Monaldi: «Abbiamo fatto tre morti dall’inizio dell’anno»
Nuovi elementi emergono sulla tragedia del bambino deceduto dopo un trapianto di cuore fallito. Nelle conversazioni tra medici compaiono frasi inquietanti e accuse sulla gestione dell’intervento. La famiglia chiede alla Procura di ascoltare i protagonisti delle chat.
NAPOLI – 26 ottobre 2026. Nuove e sconcertanti rivelazioni emergono sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo il fallimento di un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale Monaldi di Napoli.
A riportare gli ultimi sviluppi è l’ANSA, che ha reso noto il contenuto di alcune conversazioni tra medici coinvolti nella vicenda.
Messaggi che sollevano interrogativi e che potrebbero diventare elementi importanti per ricostruire quanto accaduto.
La frase choc: «Abbiamo fatto tre morti dall’inizio dell’anno»
È il 7 febbraio 2026 quando il chirurgo Vincenzo Pagano, componente delle équipe che avevano partecipato al trapianto, scrive a un collega non indagato.
Nella conversazione compare una frase particolarmente inquietante, nella quale il medico fa riferimento a tre decessi dall’inizio dell’anno ed esprime il proprio sconforto per quanto accaduto.
Parole destinate a suscitare forte impressione, soprattutto alla luce della tragedia che ha coinvolto il piccolo Domenico.
È importante precisare che il contenuto della chat non costituisce, da solo, la prova di responsabilità mediche né dimostra che gli altri decessi citati siano stati causati da errori sanitari.
Saranno gli investigatori a dover chiarire il significato di quelle affermazioni.
Le accuse sulla gestione del trapianto
Nello stesso scambio di messaggi, Pagano attribuisce il fallimento dell’intervento alla presunta mancata esecuzione, da parte del medico impiantatore, dell’esame obiettivo dell’organo previsto dalle linee guida del Centro Nazionale Trapianti.
Si tratta di una valutazione espressa dal chirurgo nella conversazione privata, non di una responsabilità già accertata dalla magistratura.
Nelle chat viene inoltre citato il cardiochirurgo Guido Oppido, con riferimenti a contrasti tra colleghi e alla sua richiesta di ferie.
Elementi che contribuiscono a delineare un clima di tensione all’interno dell’ambiente ospedaliero.
La famiglia vuole tutta la verità
Alla luce delle nuove conversazioni, l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Mercolino, ha annunciato che martedì 27 ottobre si recherà alla Procura di Napoli.
L’obiettivo è chiedere agli inquirenti di ascoltare come persone informate sui fatti i soggetti coinvolti nelle chat.
La famiglia continua a chiedere chiarezza sulle decisioni mediche adottate e sulle circostanze che hanno preceduto la morte del bambino.
Anche gli anestesisti discutevano di un possibile secondo trapianto
Un’altra conversazione, risalente al 13 febbraio, riguarda le condizioni cliniche del piccolo Domenico.
Secondo quanto riportato dall’ANSA, alcuni anestesisti del Monaldi discutevano della possibilità di un nuovo trapianto, ritenuto ormai non praticabile a causa del grave peggioramento delle condizioni del bambino.
La famiglia e il suo legale sostengono che un ricorso più tempestivo al dispositivo di assistenza cardiaca Berlin Heart avrebbe potuto offrire maggiori possibilità di arrivare a un secondo intervento.
Anche questa ipotesi dovrà essere valutata attraverso gli accertamenti medico-legali e giudiziari.
Una tragedia che chiede risposte
La morte di Domenico ha lasciato un dolore profondo nella sua famiglia e ha sollevato interrogativi sulla gestione di un intervento particolarmente delicato.
Le nuove conversazioni rendono ancora più importante ricostruire con precisione la sequenza delle decisioni, le condizioni dell’organo trapiantato e le possibilità terapeutiche disponibili.
Chi sapeva? Quali valutazioni furono effettuate? Si sarebbe potuto intervenire diversamente?
Sono domande alle quali soltanto un’indagine approfondita potrà dare risposte fondate.
Nel rispetto della presunzione di innocenza dei professionisti coinvolti, resta una richiesta che accomuna la famiglia e l’opinione pubblica:
fare piena luce sulla morte del piccolo Domenico.
La Voce di Partenope – Cronaca Napoli.
Fonte: ANSA, notizie del 26 ottobre 2026.
